19 gennaio 2011

REAZIONE AVVERSA ALLA COMBINAZIONE SULFADIAZINA-TRIMETOPRIM

Un articolo pubblicato sul numero corrente di EVJ descrive 5 casi di reazione avversa alla combinazione sulfamidico (sulfadiazina o sulfametossazolo)-trimetoprim nel cavallo (4 a seguito di somministrazione ai dosaggi raccomandati e 1 a seguito di sovradosaggio in un puledro). Le manifestazioni cliniche riportate sono sovrapponibili nei 5 casi: ipermetria improvvisa, alterato movimento dei 4 arti anche in box con tendenza a fletterli in maniera anomala, agitazione alternata o meno a fasi di depressione del sensorio, movimenti erratici. In tutti i casi la condizione clinica risulta regredire brevemente dopo la sospensione del trattamento antibiotico in atto (sulfametossazolo-trimetoprim). In bilbiografia sono riportate sospette reazioni avverse a queste combinazioni farmacologiche con sintomatologia neurologica nell'uomo (forme di "meningite asettica") ma non nel cavallo. Nel cavallo vengono descritti come effetti collaterali reazioni di ipersensibilità, anemia, leucopenia, trombocitopenia e reazioni a livello del punto di inoculo per somministrazioni IV. Nei 5 casi descritti, così come riportato in bibliografia per l'uomo, a seguito di esame neurologico non sono state individuate altre cause evidenti per la sintomatologia in atto. Gli autori concludono affermando che nel caso in cui in corso di terapia con questi farmaci si osservi la comparsa di sintomatologia neurologica non ascrivibile ad altre cause, il trattamento vada immediatamente sospeso. La risoluzione della condizione dopo 2-3 giorni dall'interruzione della terapia conferma il sospetto di reazione avversa. Ci è sembrato interessante riportare quanto descritto in questo articolo, dato il frequente impiego nella pratica comune di farmaci a base sulfa-trim. Qualcuno di voi ha riscontrato condizioni simili a quelle sopra menzionate in corso di terapie simili? 

10 gennaio 2011

PONY CON DERMATITE




Salve a tutti!
Recentemente ho avuto a che fare con un pony Shetland con dermatite pruriginosa a livello di base della coda e collo. Le lesioni non sono caratterizzate da alopecia ma da pelo tranciato, inspessimento della cute, presenza di piccolissime escoriazioni, non è presente essudato e la cute risulta asciutta. Nessuna variazione ambientale o alimentare di recente, vive da solo, nessun contatto recente con altri cavalli, regolarmente vaccinato e sverminato, nessuna alterazione clinica di rilievo. A mio avviso si potrebbe trattare, per la tipologia di lesioni e per la localizzazione, di dermatite da ipersensibilità a punture di insetti (sweet itch), la clinica è piuttosto caratteristica..... anche se il fatto che si presenti a dicembre-gennaio mi lascia un pò perplessa....ad ogni modo, lo scarificato cutaneo risulta negativo, così come il micologico.... potrebbe trattarsi di una forma di dermatite da punture di insetti che ha cronicizzato, anche in virtù del fatto che l'animale si gratta in continuazione, procurandosi escoriazionie e perpetuando magari lo stato infiammatorio e di irritazione della cute pur in assenza dello stimolo "allergico" iniziale??? Il proprietario riferisce poi che l'animale ogni tanto ha avuto prurito e piccole lesioni anche durante l'estate, ma è andato poi via via peggiorando nei mesi autunnali... Ho risolto forme di sweet itch in estate con cortisone sistemico e varie creme... suggerimenti per questo caso specifico???
Allego anche fotografie anche se non proprio di qualità eccellente! grazie

7 dicembre 2010

CAVALLO CON DIMAGRAMENTO CRONICO

Non molto tempo fa è stato pubblicato su Equine Veterinary Education [Equine Vet Edu 2006, 18 (6), 289-296] , un articolo riguardante uno studio retrospettivo su 60 casi di cavalli con dimagramento cronico. Ultimamente questo argomento è stato affrontato spesso nell'ambito di congressi, seminari ecc. in questo studio però si punta l'attenzione sull'importanza, accanto ad anamnesi e visita clinica approfondita, di test diagnostici quali test di carico di glucosio; biopsia rettale; ecografia addominale; paracentesi; endoscopia e non ultimo il trattamento larvicida contro i ciatostomi. Lo studio conclude affermando che un approccio diagnostico razionale e "multi-fase", comprendente anche i test diagnostici sopra elencati, permette di ottenere una diagnosi accurata per le sindromi da dimagramento cronico nel 93% dei casi, evidenziando un valore diagnostico medio-basso per esame fluido peritoneale e biopsia rettale, alto per i restanti test. Gli autori suggeriscono inoltre che nei casi in cui tutti i test precedenti risultino negativi, procedere con un trattamento larvicida contro i ciatostomi  (fenbendazolo 7.5 mg/Kg SID per 5 giorni consecutivi in associazione a corticosteroidi) permette di raggiungere una diagnosi certa con una parallela azione terapeutica nel 79% dei casi cosidetti "irrisolti", anche in quelle circostanze in cui l'anamnesi riporta un corretto e recente piano di profilassi contro i parassiti intestinali, cosa che potrebbe farci pensare di escludere a priori un loro ruolo attivo nello sviluppo della condizione di dimagramento cronico in corso. Quali sono le vostre opinioni ed esperienze in proposito, sia riguardo la frequenza con cui incontrate, diagnosticate e trattate cavalli con dimagramento cronico che soprattutto riguardo all'effettiva diffusione ed importanza patologica delle parassitosi da ciatostomi, spesso sottostimate rispetto ad altre?

26 novembre 2010

ISCRIZIONI ASSOCIAZIONE 2011

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